Episode #2

Il secondo appuntamento di bip bop si articola intorno alle relazioni che intercorrono tra memoria, ascolto, suono e territorio: le pratiche di vocalizzazione del ricordo e l’inscrizione della memoria nella cultura orale, le forme di archiviazione e collezione, l’ascolto stesso come processo mnemonico. I modi in cui ascoltare, registrare e trasmettere suoni e musiche possono aprire spazi per il passato nel presente, stratificare i luoghi con tempi diversi, innescare esperienze di ritorno o generare memoriali uditivi. The second episode of bip bop explores the relationships between memory, listening, sound, and place: practices of vocalization of recollection, inscriptions of memory in oral culture, forms of archiving and collection, listening as mnemonic process. Ways in which listening, recording and transmitting sounds and music can open spaces for the past to enter in the present, layer different times in places, trigger experiences of the past, or build aural memorials.

INDEX
Interludi #1: Ivan Illich, Nello specchio del passato, Boroli Editore 2005
Archivio #1: Luca Vitone, canti popolari dell’Emilia Romagna da Sonorizzare il luogo (1989) e Bùs (1997)
Works #1: Brandon LaBelle, The Bogus Man, da Radio Memory (Errant Bodies 2008)
Interludi #2: Susan Hiller, Working through objects, 1994
Archivio #1: Luca Vitone, canti popolari dell’Emilia Romagna da Sonorizzare il luogo (1989) e Bùs (1997)
Interludi #3: Maurice Halbwachs, La memoria collettiva, Milano, Unicopli 2001
Archivio #2: Giorgio Andreotta Calò, Monumento ai caduti (2010)
Parole in libertà #1: Giorgio Andreotta Calò legge la favola Giovannin senza paura da Italo Calvino, Fiabe Italiane, Einaudi 1956.
Archivio #1: Luca Vitone, canti popolari dell’Emilia Romagna da Sonorizzare il luogo (1989) e Bùs (1997)
Parole in libertà #2: Reading di Daniela Cascella da En Abîme: Listening, Reading, Writing. An archival fiction, Zero Books 2012.
Works #1: Brandon LaBelle, I am a Baby (in my Universe), da Radio Memory
Archivio #3: William Basinski, The Disintegration Loops 2.1 (Temporary Residence Limited 2012)
Parole in libertà #2: Reading di Daniela Cascella da En Abîme
Works #2/Playlist: Rita Correddu, 1943 (2013)

WORKS #1
Radio Memory è un progetto di Brandon LaBelle iniziato nel 2005. L’artista ha invitato persone di tutto il mondo a inviare i loro ricordi legati alla radio e a canzoni ascoltate in momenti particolari della loro vita creando una collezione di storie che rivelano esperienze assolutamente personali ma che indagano anche una dimensione culturale più ampia: in che misura i ricordi sono creati dagli stessi brani musicali? In che modo l’ascolto della radio assume un ruolo nei processi mnemonici, lasciando tracce nella psiche? E che cosa potrebbe rivelare un catalogo di ricordi rispetto all’universo musicale e sociale? La radio diffonde canzoni in lungo e in largo per arrivare a innumerevoli ricevitori, a una miriade di orecchi. L’istante della ricezione inserisce una colonna sonora in un luogo fisico e negli incontri che vi avvengono, intensificando la capacità della musica di “caricare” emozionalmente uno spazio: un suono lontano, trasmesso dallo stereo di uno sconosciuto o proveniente da una finestra aperta, lungo una strada, arriva ad essere associato a un avvenimento per sempre; la canzone e l’evento si fondono, divengono inseparabili. Il progetto è stato presentato in forma di installazioni, trasmissioni radio e in un libro (Errant Bodies Press, 2008). bip bop trasmette The Bogus ManI am a Baby (in my Universe): due radiodrammi sviluppati a partire da due dei ricordi espandendo la loro narrativa in un dialogo, accentuando i dettagli e la scena, ma anche introducendo l’interpretazione e la relazione personale dell’artista. Radio Memory is a project by Brandon LaBelle, initiated in 2005. Inviting people from around the world to send in their radio memories – of songs overheard at special moments in their lives – Radio Memory is a collection of stories revealing highly personal experiences that in turn speak toward a larger cultural picture. Are such memories partially created by the songs themselves, rather than being strictly supplements to them? In what way does radio play a part in leaving marks on the psyche? And what may a catalogue of radio memories reveal about the musical-social landscape? Radio makes an impression, casting songs far and wide to end up on innumerable receivers, within countless ears. This instant of reception inserts a soundtrack to physical location and the encounters happening, intensifying music’s ability to give emotional charge: a sound in the distance, playing on a stranger’s ghetto blaster, or traveling from an open window, across a city street, to arrive at the moment to become forever associated with a certain happening, where song and event are fused, inseparable. The project has been presented as installations, radio broadcast, and a book (Errant Bodies Press, 2008). bip bop presents The Bogus Man and I am a Baby (in my Universe), two radio dramas developed by working with two of the memories – expanding the original narrative into a dialogue, accentuating the details and the scene while also introducing the artist’s interpretation and personal relation to them.
Brandon LaBelle è artista, scrittore e teorico. La sua ricerca artistica esplora questioni legate alla vita sociale e alle narrative culturali attraverso suono, performance e costruzioni in situ, dando origine a progetti contestuali che creano forme di intervento negli spazi pubblici, atti di traduzione e di archiviazione, così come micro-azioni finalizzate alla sfera del comune. Come teorico e docente lavora con numerose istituzioni internazionali su tematiche legate alla cultura uditiva, alle arti sonore e spaziali, alle pratiche mediali sperimentali e alla voce. È autore di numerosi testi fra cui i libri Acoustic Territories: Sound Culture and Everyday Life (Continuum, 2010) e Background Noise: Perspectives on Sound Art (Continuum, 2006). Attraverso il suo lavoro con Errant Bodies Press ha co-curato le antologie Site of Sound: Of Architecture and the Ear Volumes 1 & 2 (1999, 2011), Writing Aloud: The Sonics of Language (2001), Surface Tension: Problematics of Site (2003), Radio Territories (2007) e una serie di monografie su sound e media artists (Critical Ear series). Il suo lavoro è stato presentato, fra gli altri, a Image Music Text, Londra, Sonic Acts, Amsterdam, Instal 10, Glasgow, Museums Quartier/Tonspur, Vienna, 7th Bienal do Mercosul, Porto Allegro, Center for Cultural Decontamination, Belgrado, Tuned City, Berlino, Casa Vecina, Mexico City, Fear of the Known, Cape Town, Netherlands Media Art Institute, Amsterdam, Singuhr Gallery, Berlino e ICC, Tokyo. Ha all’attivo numerose uscite su diverse etichette internazionali e produce regolarmente lavori per la radio: per Kunstradio a Vienna (1999, 2001, 2007, 2009) e Deutschland Radio (2009). Vive a Berlino ed è docente alla Bergen National Academy of the Arts, in Norvegia. Brandon LaBelle is an artist, writer and theorist. His artistic work explores questions of social life and cultural narrative, using sound, performance and sited constructions. This results in situational and contextual projects that create forms of intervention in public spaces, acts of translation and archiving, as well as micro-actions aimed at the sphere of the common. He is also an active theorist and lecturer working with institutions around the world addressing questions of auditory culture, sonic and spatial arts, experimental media practices and the voice. His artistic work has been presented at Image Music Text, London, Sonic Acts, Amsterdam, A/V Festival, Newcastle, Instal 10, Glasgow, Museums Quartier/Tonspur, Vienna, 7th Bienal do Mercosul, Porto Allegro, Center for Cultural Decontamination, Belgrade, Tuned City, Berlin, Casa Vecina, Mexico City, Fear of the Known, Cape Town, Netherlands Media Art Institute, Amsterdam, Ybakatu Gallery, Curitiba, Brazil, Singuhr Gallery, Berlin, and ICC, Tokyo. Also a prolific writer, he is the author of Acoustic Territories: Sound Culture and Everyday Life (Continuum, 2010) and Background Noise: Perspectives on Sound Art (Continuum, 2006). Through his work with Errant Bodies Press he has co-edited the anthologies Site of Sound: Of Architecture and the Ear Volumes 1 & 2 (1999, 2011), Writing Aloud: The Sonics of Language (2001), Surface Tension: Problematics of Site (2003) and Radio Territories (2007), along with a series of monographs (Critical Ear series) on sound and media artists. He has numerous audio releases on international experimental music labels, and regularly produces works for radio, notably for Kunstradio in Vienna (1999, 2001, 2007, 2009) and Deutschland Radio (2009). He lives in Berlin and is currently Professor at the Bergen National Academy of the Arts, Norway. http://www.brandonlabelle.net/.

WORKS #2/PLAYLIST
In 1943 (2013) Rita Correddu colleziona canzoni italiane dei primi anni 40, interrotte da melodie che ritornano alla memoria, da parole sbiadite che il ricordo cerca di ricomporre. L’audio è inciso su vinile. Il lavoro è stato realizzato per la mostra Geografie della memoria, in occasione della celebrazione del 70° anniversario dei bombardamenti della città di Cagliari. In 1943 (2013), Rita Correddu collects Italian songs from the early 1940s, interrupted by the faded words and melodies of songs sung by those who attempted to recall them. The audio track is pressed on a LP record. The artwork has been made for the exhibition Geografie della memoria, on the occasion of the commemoration of the 70th anniversary of the air raids in Cagliari.
Rita Correddu (Sassari, 1983). Vive e lavora a Bologna. Concentra la sua ricerca nel suggerire diverse possibilità di relazione con il circostante, attraverso leggere sottolineature e con interventi minimi, talvolta effimeri o destinati a svanire. L’opera è esperienza, punto dal quale osservare, dal quale accorgersi, dal quale stupirsi: un percorso del quale restano impressioni, segni, immagini, suoni. Rita Correddu, born in Sassari in 1983, lives and works in Bologna. Her research is focused on the suggestion of different possibilities of relationship with sourroundings through soft underlinings, minimal gestures, or ephemeral interventions destined to vanish. Her work is conceived as an experience, as a platform for observing, realising, being surprised: a path that leaves impressions, signs, images, sounds. http://ritacorreddu.wordpress.com/

ARCHIVIO #1
Monumento ai caduti di Giorgio Andreotta Calò, Bologna 30 Gennaio 2010. Un racconto audio che dall’interno dell’edificio del nuovo comune di Bologna si diffonde via radio a tutta la città. Il racconto di un quartiere, quello della Bolognina, attraverso la memoria di chi lo ha vissuto. Un’azione consumata sul tetto dell’edifico trasfigurato in un corpo di fuoco. Monumento ai caduti è stato il tentativo comune di ridare senso ad un luogo del presente perso nella ricerca di una sua identità. Monumento ai caduti by Giorgio Andreotta Calò – Bologna, 30th January, 2010 – is an audio narrative that, from the building of the new Town Hall, is diffused through radio transmission across the city. It is the story of a neighborhood, the Bolognina, through the memory of those who inhabited it, an action achieved on the roof of the building transfigured in a burning body, a shared attempt to give back a meaning to a place in search of its identity.

PAROLE IN LIBERTÀ #1
Giorgio Andreotta Calò, ospite in studio, legge la favola Giovannin senza paura da Italo Calvino, Fiabe Italiane, Einaudi 1956. Giorgio Andreotta Calò, guest of bip bop, reads the tale of Giovannin senza paura from Italo Calvino, Fiabe Italiane, Einaudi 1956.
Giorgio Andreotta Calò, nato a Venezia nel 1979. Vive e lavora tra Amsterdam e Venezia. La sua ricerca gravita intorno alla dimensione dell’attraversamento, intesa come un percorso di avvicinamento all’opera, che si sviluppa mediante un processo di prelievo di frammenti dalla realtà e di riappropriazione del paesaggio e della sua storia. Giorgio Andreotta Calò, born in Venice in 1979, lives and works between Amsterdam and Venice. His research gravitates around the dimension of crossing, understood as a way to approach the artwork. This is developed through processes that involve the extraction of fragments of reality and the re-appropriation of landscape and its history.

ARCHIVIO #2
Sonorizzare il luogo è un lavoro di Luca Vitone ideato nel 1989 e più volte rivisitato, una riappropriazione del luogo attraverso la catalogazione e la conservazione di brani musicali tradizionali e regionali, affidati esclusivamente alla comunicazione orale e perciò destinati alla sparizione. I canti popolari dell’Emilia Romagna ritornano al Link a Bologna nel 1997 all’interno del festival Incursioni e, nello stesso anno, nell’opera Bùs, che l’artista realizza a Castel San Pietro, dove la musica riempie la terra dalla quale proviene: uno scavo archeologico, dal quale affiora la memoria del luogo. Sonorizzare il luogo (1989) is a project by Luca Vitone later revisited on many occasions, a re-appropriation of place through the collection and conservation of traditional and regional songs, existing only in oral culture and thus destined to disappear. Songs of Emilia Romagna region came back in the project developed for Incursioni festival at Link (Bologna, 1997) and again in Bùs (1997), an artwork made in Castel San Pietro, where the music filled up the same earth from which it came from: an archeological excavation, from which the memory of the place emerges.
Luca Vitone (Genova, 1964). La pratica artistica di Luca Vitone, iniziata nella seconda metà degli anni ottanta, si concentra sull’idea di luogo e ci invita a ri-conoscere qualcosa che già conosciamo, sfidando le convenzioni della memoria labile e sbiadita, che caratterizza il tempo presente. Il suo lavoro esplora il modo in cui i luoghi si identificano attraverso la produzione culturale: l’arte, la cartografia, la musica, il cibo, l’architettura, le associazioni politiche e le minoranze etniche. Vitone risolve lo scarto tra il senso di perdita di luogo che accompagna il postmoderno e i modi in cui il sentimento di appartenenza nasce dall’intersezione di memoria personale e collettiva, e ricostruisce e inventa percorsi dimenticati che si ricompongono in una sua personale geografia. Dal 2006 è docente del corso di scultura nel triennio presso la Nuova Accademia di Belle Arti a Milano. Luca Vitone, born in Genoa in 1964, lives and works in Berlin. His artistic research, started in the second half of the 1980s, focuses on the notion of place, inviting us to re-cognize something we already know, defying the conventions of mutable, faded memory that characterize the present. His work explores the way places are identified through cultural production: art, cartography, music, cuisine, political associations, ethnic minorities. Vitone bridges the gap between the sense of loss of place characteristic of the postmodern and the ways in which feelings of belonging arise in the intersection of personal and collective memory. He reconstructs and invents forgotten paths to reconfigurate his own personal geography. Since 2006 he has been teaching sculpture at the Nuova Accademia di Belle Arti in Milan. The work of Luca Vitone has been shown in public and private spaces both in Italy and abroad including the solo shows in Openspace, Milano 1998; O.K Centrum, Linz 1999; PS1, New York; Palazzo delle Esposizioni, Rome 2000; Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato 2004; Casino Luxemburg, Luxemburg 2006; MART, Rovereto; OK Centrum, Linz 2007; Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, Bergamo 2008; Nomas Foundation, Rome, 2009; Fondazione Brodbeck, Catania; Museion, Bolzano (2012).

ARCHIVIO #3
The Disintegration Loops (2001-2005) è una serie di album di William Basinski recentemente ripubblicata su vinile dall’etichetta new-yorkese Temporary Residence. La serie è iniziata nell’agosto e nel settembre del 2001, quando Basinski decise di archiviare e digitalizzare dei vecchi loops su nastro magnetico degli anni 80 e scoprì il processo di decadimento fisico causato dal tempo e dalla stessa riproduzione: i nastri furono distrutti dal tentativo di preservarli e l’artista si ritrovò a registrare la morte stessa della sua musica. Poco dopo, durante gli attacchi dell’11 settembre, dal tetto della sua abitazione di Brooklyn, Basinski filmò le ultime ore del giorno con una video camera ascoltando The Disintegration Loops. Alcune stills dal video furono poi utilizzate per le copertine dei dischi e la serie divenne una sorta di elegia a quell’evento traumatico. The Disintegration Loops (2001-2005) is an album series by composer and musician William Basinski recently reissued as a Lp box-set by New-York based record label Temporary Residence. The series started in August and September 2001, when Basinski decided to archive and digitize his analog tape loops from the 1980s and discovered the process of decay caused by the years and the reproduction itself: the tapes were destroyed by the attempt to preserve them, and the artist found himself recording the death of his music. Shortly after, during the attacks on September 11, Basinski was on his roof in Brooklyn, and recorded the last hour of daylight with a video camera while listening to The Disintegration Loops. Stills from the video were used as album covers, and the series became a sort of elegy to that traumatic event.
William Basinski è un compositore e musicista di formazione classica che lavora con i media sperimentali da più di 25 anni a New York. I suoi paesaggi sonori ossessivi e malinconici esplorano la natura temporale della vita, entrando in risonanza con i riverberi della memoria e il mistero del tempo. I suoi concerti, installazioni e i film realizzati in collaborazione con l’artista-filmmaker James Elaine sono stati presentati internazionalmente, fra gli altri, alla Biennale di Musica di Venezia, all’Happy New Ears Festival, in Belgio, al Focus One Festival, in Polonia, al Festival della Filosofia a Carpi e alla Cité de la Musique a Parigi. William Basinski is a classically trained musician and composer who has been working in experimental media for over 25 years in New York. His haunting and melancholy soundscapes explore the temporal nature of life, resounding with the reverberations of memory and the mystery of time. His concerts, installations, and films made in collaboration with artist-filmmaker James Elaine have been presented internationally, most recently at The Venice Biennale of Music, Italy, Happy New Ears Festival, Belgium, Focus One Festival, Poland, Festival della Filosofia, Carpi, and Cité de la Musique, Paris, among others. http://www.mmlxii.com/.

PAROLE IN LIBERTÀ #2
Reading di Daniela Cascella dal suo ultimo libro: En Abîme: Listening, Reading, Writing. An archival fiction (Zero Books, 2012). Il libro esplora l’ascolto e la lettura come attività creative e critiche, guidate dalla memoria e dal ritorno, rimodellate nel presente. Introduce l’idea di paesaggio orale come esperienza culturale storicamente definita e contribuisce agli studi emergenti sull’ascolto come pratica artistica adottando un approccio espanso che attraversa poesia, arti visive e letteratura. Reading by Daniela Cascella from her latest book: En Abîme: Listening, Reading, Writing. An archival fiction (Zero Books, 2012). The book explores listening and reading as creative and critical activities driven by memory and return, reshaped into the present. It introduces an idea of aural landscape as a historically defined cultural experience and contributes to the emerging area of listening as artistic practice, adopting an expansive approach across poetry, visual art and literature.
Daniela Cascella è una scrittrice italiana che vive a Londra. La sua ricerca si concentra sul suono e sull’ascolto attraverso una serie di pubblicazioni e progetti curatoriali. Il suo lavoro più recente esplora la scrittura del suono in relazione alla sonorità vocale, alla memoria, alle storie personali/collettive e all’effimero, e all’interazione tra fiction e critica. I suoi saggi sono stati pubblicati in libri e cataloghi di mostre a livello internazionale da Koenig Books, Errant Bodies Press e raster-noton, fra gli altri. Suoi articoli e recensioni sono apparsi su The Wire, frieze.com, Organised Sound, MusicWorks e The Journal of Sonic Studies. Prima del suo trasferimento a Londra, Daniela ha lavorato a Roma come giornalista e curatrice specializzata in Sound Art curando progetti per musei e istituzioni pubbliche come la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e The British School at Rome. Tra il 2000 e il 2008 è stata redattrice della rivista Blow Up scrivendo una rubrica mensile sul suono e le arti intitolata Eyes Wide Shut. Ha pubblicato due libri in lingua italiana: Scultori di Suono, 2005 e The Edge Of The World, 2008. Insieme a Paolo Inverni dirige e cura Noch, una casa editrice dedicata all’ascolto espanso. Daniela Cascella is an Italian writer based in London. Her research is focused on sound and listening across a range of publications and curated projects. Her most recent work explores Writing Sound in connection to voicing, memory, personal/collective histories and the ephemeral, and the interplay between fiction and criticism. Her essays have been published in books and exhibition catalogues internationally, on Koenig Books, Errant Bodies Press and raster-noton among the others. Her articles and reviews have appeared in The Wire, frieze.com, Organised Sound, MusicWorks, The Journal of Sonic Studies. Prior to her move to London, Daniela worked in Rome, Italy as a journalist and curator specialising in Sound Art, producing and curating projects for museums and public institutions such as the National Gallery of Modern Art, Rome and the British School at Rome. Between 2000 and 2008 she was contributing editor of Blow Up music magazine, for which she also wrote a monthly column on sound and the arts entitled Eyes Wide Shut. She has published two books in Italian, Scultori di Suono, 2005 and The Edge Of The World, 2008. She is director and editor, with Paolo Inverni, of Noch: a publisher for expanded listening. http://www.danielacascella.com/ http://enabime.wordpress.com/

INTERLUDI
Letture da/Readings from
Ivan Illich, Maurice Halbwachs, Susan Hiller…


Courtesy the artists.

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